Industria smart: un sistema in accelerazione

Redazione

22/10/2018

Negli ultimi anni, nella produzione industriale, l’introduzione di tecnologie emergenti (IoT, reti di sensori Wifi, big data, cloud, banda larga) è avvenuta in maniera massiccia, introducendo di fatto il quarto stadio della rivoluzione industriale ovvero un’industria smart.

Ma come ben si sa non sempre è la tecnologia a guidare i cambiamenti, bensì il mercato, capace di innescare vere e proprie rivoluzioni produttive il cui scopo è soddisfare una domanda che cambia. E sebbene le innovazioni tecnologiche siano state alla base delle tre rivoluzioni precedenti, l’aumento demografico e il cambiamento delle abitudini della popolazione – a definire la domanda di mercato –  hanno avuto un ruolo cruciale.

Allora cosa chiede il mercato oggi? Non più quantità ma personalizzazione: prodotti in molteplici varianti, sempre più articolati, la cui customizzazione deve poter arrivare – a volta – fino al singolo esemplare. In sintesi, la garanzia di una personalizzazione artigianale con la garanzia di costi prettamente industriali.

Come deve essere fatta quindi l’industria che assicura questo doppio vantaggio?

Deve essere smart, o 4.0, andando al di là dello slogan: essere abbastanza intelligente da produrre in piccoli, piccolissimi, addirittura singoli lotti in maniera efficiente e profittevole. È il sistema di produzione che si adatta agli ordini ed è, in base ad essi, riconfigurabile, non il contrario, impostazione che ci portiamo dietro dall’economia classica, in cui l’azienda profittevole era quella che saturava la capacità produttiva delle proprie macchine per ridurre il costo per prodotto e massimizzare la marginalità.

Sì ma come?

Come ben sappiamo, i fondamenti dell’Industria 4.0, o della smart factory, sono tre:

  1. l’integrazione orizzontale della produzione, attraverso network in grado di facilitare la collaborazione inter-funzionale;
  2. l’integrazione verticale dei sottosistemi gerarchici all’interno di una fabbrica per dare vita ad un sistema di produzione flessibile e riconfigurabile;
  3. un’integrazione di ingegnerizzazione del processo end-to-end in grado di garantire una personalizzazione del prodotto lungo tutta la catena.

Se è vero che l’integrazione orizzontale oggi è già acquisita all’interno delle produzioni moderne, sono le altre due aree quelle dove la sfida è aperta. Serve dunque ridefinire il processo end-to-end, mettere in discussione la linea di montaggio statica, la produzione lineare in cui i differenti macchinari aspettano che il macchinario precedente abbia realizzato il suo sottoprodotto di lavorazione per farlo passare alla fase successiva. Oggi le smart machine comunicano il loro stato e fornire in tempo reale la disponibilità produttiva in quel determinato momento. Non esiste più una linea temporale di produzione ma una rete di informazioni che comunica al sistema di controllo centrale la disponibilità produttiva degli oggetti in azione per possibili lavorazioni di prodotti anche del tutto differenti.

Un sistema di produzione smart quindi deve essere in grado di garantire:

  1. Risorse diverse necessarie per produrre tipologie di prodotti diversi, con materie prime diverse, in grado di coesistere all’interno del sistema produttivo
  2. Un percorso dinamico che consente il passaggio da un prodotto ad un altro, automatizzato dal sistema
  3. Una connessione estesa tra macchinari, prodotti, sistemi informativi, persone, tutte parti di una rete interconnessa che interagisce velocemente e in maniera efficiente
  4. Una organizzazione liquida, suddivisa in piccole entità smart che negoziano le risorse a disposizione e si organizzano per garantire la dinamicità del sistema
  5. Informatica convergente, un sistema informatico dal quale la smart factory dipende. Il flusso dei dati e il relativo processo di calcolo necessario per plasmare costantemente la produzione passa attraverso l’interconnessione tra macchinari, sistemi informativi, cloud e potenza di calcolo. Tutte le risorse in gioco sono altamente connesse e gestibili dal cervello informatico che ridisegna la produzione in base alle esigenze dei clienti.

È chiaro che le factory veramente smart, almeno in Italia, sono ancora poche, ma la tecnologia necessaria per garantire i presupposti è sempre più accessibile. E la loro evoluzione è tutta da scoprire.

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